Il Borgo di Porta Romana - Domus / HP

2020

Design + Research + Photo Manipulation

"Imagining the city of the future starting from what the lockdown has taught us" this was the starting point for Staffetta, a project by Domus and HP, with Orizzontale and Camilla Ferrari.

How can we imagine the city of the future?
Without wandering orthinking about suspended, floating, fluctuating cities, far from utopias, what can we actually do, given what we already have?
How can we re-activate the city in a more sustainable way, exploiting the existing urban fabric to create jobs, new activities and a
healthier environment?
The answer I like is
"With the help of nature and people!"


We have spent the last few decades logging, destroying green areas to build, covering lawns with concrete...
What if we try to go back, redesigning cities in a more sustainable way?


The need for change forces us to rethink the way we live and consume, in favor of a more sustainable life. As a designer, one of my main
interest is the tension between the countryside and the city, hence the question, what if we redesign cities with the help of agriculture?

Urban non-places (parkings, gardens, traffic islands...) can be the perfect spot to re-introduce agricolture. We may be able to include agricultural activities that characterize specific areas and favor the development of educational, work and play activities for the whole community.

Domus Article

"Immaginare la città del futuro, ripartendo dalla lezione del lockdown" questo è stato il punto di partenza per il progetto Staffetta, per Domus e HP, realizzato in staffetta con Orizzontale e Camilla Ferrari.

"Come possiamo immaginare la città del futuro? Senza divagare, senza pensare a città sospese,
galleggianti, fluttuanti, senza entrare nell’utopia, cosa possiamo fare concretamente dato quello che già abbiamo?
Come possiamo ri-attivare la città in maniera più sostenibile, sfruttando il tessuto urbano esistente
per creare lavoro, nuove attività e un ambiente più sano?
La risposta che mi piace dare è
“Attraverso la natura e l’uomo!”


Abbiamo trascorso gli ultimi decenni a disboscare, a distruggere aree verdi per edificare, a ricoprire i prati con il cemento...
E se provassimo a tornare indietro, riprogettando le città in maniera più sostenibile?


La necessità di cambiamento ci obbliga a ripensare il modo in cui viviamo e consumiamo, in favore di una vita più rispettosa dell’ambiente. Uno dei temi che mi interessano maggiormente è la tensione tra campagna e città, da qui nasce la domanda, e se riprogettassimo le città con l’aiuto dell’agricoltura?
 

Utilizzando i vuoti e i non-luoghi della città (parcheggi, isole pedonali, aiuole...) potremmo essere in grado di inserire attività agricole che caratterizzino aree specifiche e favoriscano lo sviluppo di attività didattiche, lavorative e ludiche per tutta la comunità.

Articolo Domus

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